Da diverso tempo desideravo sviluppare un racconto fotografico sul complesso monumentale di Staglieno, il cimitero di Genova che è uno dei più importanti d'Europa.
Ne conoscevo un po' la storia ma ciò che mi interessava era soprattutto far emergere, attraverso il ritratto, le profonde suggestioni che questo luogo è in grado di regalare.
È un posto magico, non un semplice cimitero; un luogo affascinante in cui riscoprire anche la propria spiritualità.
L'arte, la cultura, la storia, la bellezza sono tutte racchiuse fra queste mura.
" Attimi di eternità " vuole restituire all'osservatore le sensazioni che ho provato in questo sito Unesco unico al mondo: ombre drammatiche, luci forti e taglienti, silenzi surreali che lasciano senza fiato e in giro solo il suono dei miei passi.
Le inquadrature possibili erano davvero tantissime: ad ogni sguardo scoprivo angolazioni e dettagli interessanti da catturare.
Ho girovagato a lungo, analizzando con attenzione ogni statua e scultura, cercando di selezionare gli scorci che rispecchiassero quello che cercavo di trasmettere.
In pratica volevo restituire la mia idea di Staglieno.
L'intento di questi scatti era quello di documentare i momenti creativi di vari artisti e scultori che contribuirono a realizzare le opere di grande impatto visivo e spirituale che " popolano " questo luogo.
Le foto che compongono il progetto sono state eseguite in diversi momenti di una calda giornata di giugno.
Ho utilizzato la luce morbida e delicata del primo mattino per mantenere e trasmettere all'osservatore un senso di pace e di intimo raccoglimento.
Al contrario, la luce dura e tagliente delle ore più calde del giorno mi è stata utile per esaltare le texture, la polvere depositata sulle sculture, il muschio umido, i segni tangibili dello scorrere del tempo.
Infine verso l'imbrunire, ho sfruttato una luce radente, più laterale, per dare maggior forma e tridimensionalità ai soggetti ripresi, ai loro gesti di fede, agli sguardi assorti, alle espressioni di dolore e disperazione ma anche quelle di gioia, compassione e dedizione alla preghiera.
Mi piace molto lavorare a colori, ma in questo caso ho scelto il bianco e nero perché non volevo offrire ragioni di distrazione all'osservatore, così da concentrare l'attenzione totalmente sui soggetti in primo piano, escludendoli il più possibile dallo sfondo.
Mi interessava enfatizzare i contrasti tra luci e ombre, la polvere accumulata nel corso del tempo, l'azione degli agenti atmosferici sulla pietra.
Ciascun elemento combinato con la luce giusta faceva rivivere quelle opere d'arte.








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